In una regione come la Puglia, tristemente nota per il fenomeno del caporalato e per le condizioni al limite della schiavitù che subiscono braccianti agricoli, in gran parte immigrati, l’associazione “Diritti a Sud”, ha pensato di ridare significato positivo al simbolo del territorio locale: il pomodoro.
L’Associazione, nata a Nardò in provincia di Lecce nel 2014, offre infatti manodopera a condizioni dignitose a lavoratori stagionali quali uomini, donne, migranti e stranieri che ogni anno si recano sul territorio salentino per partecipare a una serie di attivitĆ in agricoltura, tra cui quella della raccolta del pomodoro.
Lāassociazione
Nel 2015, Diritti a Sud entra, su iniziativa dell’Associazione Solidaria di Bari, a far parte del progetto di agricoltura sociale SfruttaZero nell’ambito del quale ĆØ gestita lāintera filiera di produzione della salsa di pomodoro.
La coltivazione di varietĆ autoctone prevede di limitare le lavorazioni meccaniche e di non utilizzare pesticidi o sostanze chimiche mentre la trasformazione segue le procedure della tradizionale passata di pomodoro senza aggiunta di altri ingredienti o conservanti. I vasetti in vetro riportano le ‘etichette narranti’ e i volti di chi ha partecipato alla produzione, il loro nome, nazionalitĆ e la qualifica di ‘contadino libero’.
La salsa di pomodoro ĆØ venduta nel circuito dei Gruppi di Acquisto Solidali, tramite il sito web dell’associazione, la pagina facebook, la partecipazione a fiere e mercatini locali e negli spazi sociali o presso piccole botteghe.

I punti di forza
L’associazione rappresenta sul territorio un punto di riferimento per il miglioramento della qualitĆ della vita degli immigrati in quanto fornisce loro ogni forma di assistenza e orientamento per regolarizzare la loro posizione dal punto di vista sindacale e lavorativo. Lāassociazione devolve, inoltre, una percentuale dei ricavi a una cassa di mutuo soccorso per sostenere percorsi di autodeterminazione degli immigrati come le vertenze dei lavoratori sfruttati nei campi, oppure la partecipazione a corsi di formazione e convegni a livello nazionale.
L’appartenenza alla rete locale “Salento Km0”, che comprende realtĆ che operano in agricoltura seguendo metodi sostenibili (biologici, biodinamici, sinergici, rigenerativi) e alla rete nazionale “Fuorimercatoā, volta a creare un circuito di economia derivante da pratiche politiche basate sulla solidarietĆ , rafforza lāazione dellāassociazione sul territorio.

I fattori di eccellenza
- Manodopera a condizioni dignitose ai lavoratori e lavoratrici stagionali immigrati e stranieri per svolgere le attivitĆ di coltivazione, raccolta del pomodoro, trasformazione in salsa e commercializzazione all’interno di una filiera agroalimentare completamente fuori mercato e a sfruttamento zero.
- Disintermediazione della produzione per garantire ai lavoratori una giusta retribuzione con regolare busta paga e contratti agricoli stagionali.
- Assistenza e orientamento per il lavoro, lāintermediazione abitativa e il supporto legale anche attraverso la creazione di una cassa di mutuo soccorso per sostenere percorsi di autodeterminazione degli immigrati nonchĆ© la partecipazione a corsi di formazione o convegni in tutta Italia.
Focus
Intervista

I numeri dell’associazioneĀ
- 2 ha circa di superficie interessata alla coltivazione del pomodoro (circa 20.000 piantine)
- 16.800 bottiglie circa di passata di pomodoro allāanno.
- 20 lavoratori di cui 10 italiani e 10 stranieri
- 7,40 euro netti allāora (5 ore al giorno) più oneri assicurativi e sociali
Finanziamento pubblico
- Nessuno. Progetto avviato con crowfunding
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